{"id":2780,"date":"2019-03-25T23:49:36","date_gmt":"2019-03-25T22:49:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.riccardomontanari.com\/?p=2780"},"modified":"2019-03-25T23:49:36","modified_gmt":"2019-03-25T22:49:36","slug":"gabriele-e-il-pallonicno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.riccardomontanari.com\/en\/gabriele-e-il-pallonicno\/","title":{"rendered":"(Italiano) Gabriele e il pallonicno"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-2780\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-2780-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-2780-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-2780-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\">\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p class=\"sottotitnews\">Quello che vedi in questa foto, \u00e8 mio figlio Gabriele di 2 anni e 4 mesi. Sta facendo il bagnetto della sera, e mi sta indicando dove \u00e8 volato via il palloncino, che fino a pochi minuti prima teneva nella sua mano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-2781\" src=\"https:\/\/www.riccardomontanari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gabro-e-il-palloncino-1-e1553551518186.jpg\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"422\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p>Ti sembrer\u00e0 un post un po' diverso dal solito, ma credimi, se leggerai fino alla fine ti renderai conto di come la storia legata a Gabriele e il suo palloncino, riguardi anche te.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 cominciato qualche ora prima che scattassi questa foto.<\/p>\n<p>Con Martina, la mamma di Gabriele e Davide, di solo un mese, siamo stati in un negozio di giocattoli, dove spesso andiamo, anche senza comprare nulla. A Gabriele infatti, piace anche solo provare i giochi e non fa molte storie se usciamo senza nessun acquisto.<\/p>\n<p>Lui non si era accorto dei palloncini, ma io ne ho presi due, entrambi di colore verde e ne ho legato uno su ogni passeggino che avevamo. Erano quelli pieni di Elio, che vanno in alto, e mi piaceva l' idea di avere un palloncino legato al passeggino dei miei bambini, quasi come fosse un modo di segnalare la nostra presenza.<\/p>\n<p>Gabriele, una volta realizzato che c'era palloncino sul suo passeggino, ha cominciato a tirarlo gi\u00f9 e se l'\u00e8 tenuto stretto stretto fino a casa, senza lasciarlo mai.<\/p>\n<p>Quando siamo arrivati nel nostro giardino, gli ho mostrato che se avesse lasciato la cordicella che era nella sua mano, il palloncino sarebbe andato verso l'alto e gli ho spiegato che non sarebbe pi\u00f9 tornato indietro. Ho fatto si che lo lasciasse andare un paio di volte, per poi prenderlo io al volo, facendogli capire nuovamente e il meglio possibile, che se lo avesse lasciato sarebbe andato verso il cielo e non lo avremmo pi\u00f9 afferrato.<\/p>\n<p>Lui mi disse di aver capito, e voleva vederlo andare via, cos\u00ec mi convinsi e glielo lasciai fare, anche se a me un po' spiaceva dover vedere quel palloncino andare via. Cos\u00ec Gabriele ha aperto la mano e abbiamo guardato piano piano il palloncino andare via, e lui appena visto che il palloncino non si poteva pi\u00f9 afferrare, ha cominciato a piangere, lasciandomi spiazzato, perch\u00e9 ero certo che la spiegazione di quali fosse le conseguenze del suo gesto, fosse stata chiara, eppure ha cominciato un lungo pianto disperato.<\/p>\n<p>Avevamo un secondo palloncino, e nuovamente gli ho spiegato come la prima volta, cosa sarebbe successo, se avesse lasciato andare anche questo palloncino. Ma ovviamente, era pi\u00f9 forte la voglia di vederlo levarsi ne cielo, che quella di tenerlo li, e cos\u00ec anche questa volta lo lasci\u00f2 andare, e poco dopo, stesso copione di prima e cio\u00e8 un lungo pianto disperato.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 venuto in contro abbracciandomi forte, e piangendo sulla mia spalla ricordandomi di quando molti anni fa anche se pi\u00f9 grande, feci la stessa cosa con mio padre, e cos\u00ec anche io l' ho stretto forte e gli ho detto alcune parole per rassicurarlo, e poco dopo, per calmarlo, siamo andati a fare il bagnetto che a lui piace tanto e qui, la storia finisce, ma non gli insegnamenti che quanto successo mi ha portato, in particolare uno.<\/p>\n<p>La felicit\u00e0 \u00e8 spesso nelle nostre mani, e a volte non ce ne rendiamo conto lasciandola volare via, capendo solo poco dopo aver aperto la mano e vedendola lentamente allontanarsi, di quanto fosse importante per noi.<\/p>\n<p>Grazie per aver letto fino a qui e alla prossima!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che vedi in questa foto, \u00e8 mio figlio Gabriele di 2 anni e 4 mesi. 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